AI BLUEPRINT

Sponsored Agents: per le PMI c'è una nuova opportunità

Di Michele Ventura  28/09/2026 – 5 min di lettura

Copertina Sponsored Agents

Per anni abbiamo pensato alla pubblicità online come a qualcosa che doveva convincere una persona a fare un clic. Vedevi un annuncio, eri interessato, cliccavi e arrivavi sul sito dell’azienda. Da quel momento iniziava il lavoro della landing page, del prodotto, del commerciale o del sito e-commerce. Con gli Sponsored Agents presentati da OpenAI questo meccanismo potrebbe iniziare a cambiare e la scelta del consumatore sarebbe notevolmente facilitata. L’idea è semplice ma, a mio avviso, molto importante. Un annuncio può diventare il punto di partenza di una conversazione con un’intelligenza artificiale che rappresenta il brand e che può aiutare l’utente a conoscere meglio un prodotto o un servizio. OpenAI ha iniziato a testare questa possibilità all’interno di ChatGPT, anche se al momento gli Sponsored Agents sono ancora disponibili soltanto in una fase di test limitata.

1. Un aiuto all'annuncio per convincere l'utente

La novità più interessante è proprio questa. Un annuncio tradizionale deve riuscire a comunicare tutto in pochissimo spazio e in pochissimo tempo. Deve attirare l’attenzione, spiegare il vantaggio del prodotto e convincere l’utente a fare un passo successivo. Molte decisioni di acquisto, però, non funzionano così: prima di comprare abbiamo bisogno di fare domande, confrontare alternative e capire se quello che stiamo guardando è davvero adatto a noi. Un agente AI può inserirsi esattamente in questo momento. L’utente può vedere un annuncio e, invece di essere semplicemente mandato su una pagina web, può iniziare a parlare con un agente che conosce il prodotto e può rispondere a ogni suo dubbio. È un cambiamento ancora in fase di sperimentazione, ma l’immagine sottostante rende molto più concreta l’idea di quello che OpenAI potrebbe voler costruire con gli Sponsored Agents.

Sponsored Agents esempio

2. Uno sponsor artificiale

Quello che cambia, quindi, non è soltanto il formato dell’annuncio ma la naturalezza del percorso decisionale che intraprende il potenziale cliente. Sembrerà di interfacciarsi con un commesso reale, con il compito di tranquillizzare e influenzare la valutazione finale. L’intelligenza artificiale non esiterà nel mostrare alla persona il vantaggio competitivo che distingue il prodotto da quello dei competitors, magari anche facendo leva sulle sfere emotive e comportamentali influenzabili individuate nei vari clienti. L’annuncio diventa così una porta d’ingresso verso una conversazione e non soltanto un collegamento verso un sito. Questo significa portare la personalizzazione a un livello diverso poiché non si personalizza soltanto l’annuncio che la persona vede, ma anche l’esperienza che avviene dopo averlo visto.

3. Una nuova opportunità soprattutto per le PMI

Ed è proprio qui che vedo una delle applicazioni più interessanti per le piccole e medie imprese. Una grande azienda può avere decine di commerciali, un servizio clienti strutturato e persone disponibili a rispondere alle domande dei potenziali clienti. Una PMI, invece, spesso non ha queste risorse e il titolare o poche persone devono occuparsi contemporaneamente di vendite, marketing, assistenza e gestione dell’azienda. Un potenziale cliente di una piccola impresa che vende software, arredamento, servizi professionali o prodotti tecnici può avere bisogno di molte informazioni prima di acquistare e oggi queste domande richiedono tempo e l’intervento di qualcuno. Un agente AI potrebbe diventare un primo punto di contatto capace di rispondere alle domande più frequenti, spiegare le caratteristiche di un prodotto, aiutare il cliente a capire quale soluzione scegliere e accompagnarlo nella fase iniziale della decisione. Non significa sostituire il commerciale, ma permettergli di intervenire quando la richiesta è realmente qualificata. In questo modo una PMI potrebbe offrire un livello di assistenza maggiore senza dover necessariamente aumentare il numero di persone dedicate alla vendita o al customer care.

4. La mia considerazione

È importante però non confondere una tecnologia ancora in fase di sperimentazione con uno strumento già pronto per tutte le aziende. Gli Sponsored Agents sono ancora in fase alpha e vengono testati con un numero limitato di inserzionisti negli Stati Uniti, mentre OpenAI sta contemporaneamente sviluppando un ecosistema pubblicitario più ampio all’interno di ChatGPT. A mio avviso, il vero valore per le PMI non sarà semplicemente la possibilità di fare pubblicità dentro ChatGPT, ma quella di trasformare una pubblicità in una sorta di piccolo consulente commerciale sempre disponibile. Una PMI che oggi non può permettersi un commerciale o un customer care attivo tutto il giorno potrebbe avere un agente capace di rispondere alle domande dei potenziali clienti, spiegare i prodotti, aiutare nella scelta e accompagnare la persona fino al momento in cui è pronta a parlare con qualcuno dell’azienda. Se questa tecnologia funzionerà come OpenAI sta immaginando, l’AI potrebbe quindi permettere a una piccola azienda di offrire un’esperienza commerciale molto più personalizzata senza sostenere gli stessi costi di una grande organizzazione. Insomma, l’intelligenza artificiale non aiuterebbe più soltanto una PMI a fare marketing, ma potrebbe iniziare ad aiutarla concretamente a vendere.

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